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NON CAMBIO IDEA - Umberto Veronesi - 19 marzo 2011

LA POLITICA per sua natura può avere rip e n s a m e n t i , l a scienza deve invece pensare più a fondo. Così ho molto apprezzato l’ articolo di Francesco Merlo di ieri, perché mi invita a precisare la mia posizione sul nucleare. ELO faccio pur rendendomi conto che il sovrapporsi delle dichiarazioni, l’ inevitabile intreccio fra politica, cronaca e scienza di fronte a un disastro come quello giapponese, e lo sgomento generale che ci attanaglia, rendono molto difficile esprimere posizioni chiare. Il punto è molto semplice: io sono uno scienziato e il presidente dell’ Agenzia per la sicurezza del nucleare. Non mi occupo di referendum, non leggo i sondaggi di nessun tipo e quindi neppure quelli che Merlo definisce “di cortile”. Dunque ciò che appare come un ripensamento è invece l’ esito di una riflessione. Studiando il più lucidamente possibile la dinamica di Fukushima ho pensato che ci troviamo di fronte al primo grave incidente di progettazione nucleare della storia, quindi di strategia. Gli altri due incidenti significativi, Chernobyl e Three Mile Island, sono stati infatti causati da un errore umano. Per Chernobyl più che di errore dovremmo parlare di follia. Ma anche negli Stati Uniti fu un errore dei tecnici a causare la fusione del nocciolo, che fortunatamente non causò nessuna vittima. Va detto subito che sull’ errore umano si può intervenire migliorando la preparazione, l’ addestramento e le condizioni di lavoro. Un po’ come si fa con i piloti d’ aereo. Invece a Fukushima non c’ è stato nessun errore riconducibile al personale addetto, ma un errore di progettazione: le centrali non erano programmate per resistere a uno tsunami della portata di quello scatenatosi la scorsa settimana. Le fonti tecniche dicono che la progettazione teneva conto di tsunami di intensità minore. Ma questa è comunque una mancanza perché nel costruire una centrale nucleare sul Pacifico non si può non tenere conto della massima potenza delle forze del mare e della Terra. Non è una giustificazione il fatto che erano centrali attivate quarant’ anni fa, e che erano quindi alla fine del loro ciclo vitale. La lezione che credo dobbiamo trarre da Fukushima è che non possiamo non rivedere la strategia nella progettazione degli impianti nucleari. Il che non vuol dire ripensare o tornare sui propri passi, ma capire il problema alla radice, avere il coraggio di riconoscerlo e sforzarci di superarlo. Se è vero - ed è scientificamente vero- che senza l’ energia nucleare il nostro pianeta, con tuttii suoi abitanti, non sopravviverà, non dobbiamo fare marcia indietro, ma andare avanti, ancora più in là, con la conoscenza e il pensiero scientifico. Dobbiamo pensare al futuro tenendo conto che petrolio, carbone e gas hanno i decenni contati e che sono nelle mani di pochissimi Paesi, che possono fare delle fonti di energia strumento di ricatto economico e politico; che stiamo avvicinandoci ai 7 miliardi di persone sulla Terra, con consumi sempre maggiori di energia; che le altre fonti di energia, le rinnovabili, hanno grandi potenzialità, ma per alcune non abbiamo le tecnologie che rendano accessibili i costi di trasformazione e globalmente non sono sfruttabili in modo tale da assicurare la copertura del fabbisogno. La scelta dell’ energia nucleare è dunque inevitabile e il nostro compito è ora quello di garantirne al massimo la sicurezza per l’ uomo e l’ ambiente. Abbiamo per anni sostenuto che gli impianti di ultima generazione sono sicurie con un rischio di incidente vicino allo zero. Oggi il Giappone ci impone di riconsiderare criticamente questa convinzione. Molti si domandano se il modello delle centrali nucleari di grossa taglia, come sono oggi tutte quelle del mondo, sia quello da continuare a realizzare; oppure se non è possibile ed opportuno considerare l’ adozione di reattori più piccoli e modulari : una rete di minireattori. Alcuni di questi modelli progettuali sono già in produzione e dovremo studiarne a fondo le caratteristiche e la fattibilità. La tragedia giapponese ci impone inoltre di pensare fuori dalle logiche nazionali. E’ evidente ora che i piani energetici devono essere discussi a livello internazionale. In Italia ci troviamo nella circostanza favorevole di partire da zero e quindi di poter scegliere, senza fretta, il modello strategico migliore. © RIPRODUZIONE RISERVATA - UMBERTO VERONESI

V

“Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Soltanto gl’imbecilli sono sicuri di ciò che dicono.”

=)

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TONIGHT I’LL BE STAYNG HERE WITH YOU_BOB DYLAN

Throw my ticket out the window
Throw my suitcase out there too
Throw my troubles out the door
I don’t need them any more
‘Cause tonight I’ll be staying here with you.

I should have left this town this morning
But it was more than I could do
Oh, your love comes on so strong
And I’ve waited all day long
For tonight when I’ll be staying here with you.

Is it really any wonder
The love that a stranger might receive
You cast your spell and I went under
I find it so difficult to leave.

I can hear that whistle blowin’
I see that stationmaster, too
If there’s a poor boy on the street
Then let him have my seat
‘Cause tonight I’ll be staying here with you.

Throw my ticket out the window
Throw my suitcase out there too
Throw my troubles out the door
I don’t need them any more
‘Cause tonight I’ll be staying here with you.

Elenco delle cose che passano sul corpo delle donne_Emma Bonino


  1. Il corpo della donna è un campo di battaglia. Dai tempi di Elena di Troia e del ratto delle Sabine fino a oggi, in Afghanistan e anche da noi
  2. Qualcuno rideva quando le donne dicevano: io sono mia. C’era poco da ridere. Le donne sono di qualcuno per definizione. Perché, se no, il comandamento direbbe “Non desiderare la donna d’altri”?
  3. È sbagliato parlare di diritto all’aborto. Si tratta DEL diritto a diventare madri per scelta. Abortire è una angosciosa necessita ; ricorrere alla procreazione assistita è spesso un atto d amore
  4. Gli uomini che comprano  donne sono molti di più delle donne che comprano uomini. Non è soltanto  una questione di potere d’acquisto.
  5. Non esiste alcun capo di vestiario maschile che copra integralmente un uomo nascondendolo dalla testa ai piedi
  6. Chissà se esiste davvero una nipote di Mubarak. Esiste però una signora Mubarak in prima linea contro le mutilazioni genitali femminili. E la signora Clio Napolitano e molte first-lady dell’Africa e del mondo hanno firmato un appello per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. Non lo sapevate? Ora lo sapete.
  7. Nel 1993 la signora Lorena Bobbit evirò suo marito con un coltello. Ci fu molto scalpore per una singola mutilazione genitale maschile. Ma Le donne che hanno subito mutilazioni genitali sono  nel mondo circa 130 milioni. Ogni anno, 3 milioni di bambine.
  8. In molte parti del mondo si abortiscono le bambine , o si sopprimono alla nascita, non servono. Si calcola che oggi manchino all’appello circa 100 milioni di ragazze.
  9. Le tradizioni e i costumi vanno rispettati, ma il diritto della persona è uno solo. Non c’è una legge fuori casa e un’altra in casa. Una ragazza,  italiana o pakistana che sia, deve poter decidere dei propri capelli, del proprio vestito, della propria domenica e del proprio venerdì.
  10. In Italia  Il delitto d’onore è stato abolito solo nel 1981. Fino ad allora si poteva uccidere la moglie, la figlia, la sorella con una pena irrisoria se l’assassino sosteneva di avere agito “perché offeso nel suo onore”. È ancora cosi,  in molte parti del mondo.
  11. Intendiamoci anche le donne, quando sono sceme sono sceme forte.
  12. Una signora ha scritto: IN  GENERALE le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è così difficile.

GRANDISSIMA EMMA 

STUPENDO, VORREI VIVERCI !

Da qualche parte, ai tropici, vive una mosca che imita le vespe. Ha quattro ali come tutte quelle della sua specie, ma le tiene una sull’altra così sembrano due. Ha l’addome a strisce gialle e nere, le antenne e gli occhi sporgenti e ha anche un pungiglione finto. Non fa niente, è buona. Ma, vestita come una vespa, gli uccelli, le lucertole, persino gli uomini la temono. Può entrare tranquilla nei vespai, uno dei luoghi più pericolosi e vigilati del mondo, e nessuno la riconosce. 

Una storia, in effetti ce l’avevo. Me l’ero inventata una mattina a scuola. ma le mie storie le tenevo per me, perchè se le raccontavo si sciupavano subito come i fiori di campo tagliati e non mi piacevano più.
- Niccolò Ammaniti

Da qualche parte, ai tropici, vive una mosca che imita le vespe. Ha quattro ali come tutte quelle della sua specie, ma le tiene una sull’altra così sembrano due. Ha l’addome a strisce gialle e nere, le antenne e gli occhi sporgenti e ha anche un pungiglione finto. Non fa niente, è buona. Ma, vestita come una vespa, gli uccelli, le lucertole, persino gli uomini la temono. Può entrare tranquilla nei vespai, uno dei luoghi più pericolosi e vigilati del mondo, e nessuno la riconosce. 

Una storia, in effetti ce l’avevo. Me l’ero inventata una mattina a scuola. ma le mie storie le tenevo per me, perchè se le raccontavo si sciupavano subito come i fiori di campo tagliati e non mi piacevano più.

- Niccolò Ammaniti

Lei pensa che la sua mente abbia qualcosa che non va ?No signore, è una meravigliosa stupenda macchina della scienza.

Lei pensa che la sua mente abbia qualcosa che non va ?
No signore, è una meravigliosa stupenda macchina della scienza.

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